Ti ha fatto mezzo cuore.

Una mano, due colpetti, e la posa sul petto. Non è un vezzo e non è rivolto a nessuno in particolare: significa “ci sono, adesso, e sono aperto”.

Se l’hai visto e non hai capito, sei nel posto giusto — e non è troppo tardi. Quasy tiene quel momento vivo per due giorni: puoi tornare dov’eri e dire che c’eri anche tu.

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In prova a Torino. San Salvario, Vanchiglia, Politecnico.

Come si fa

  1. Mezzo cuore con una mano. Pollice e indice, la metà sinistra o destra: quella che ti viene.
  2. Due colpetti. Sono il battito, e sono la parte che rende il gesto riconoscibile.
  3. Posalo sul petto. Non lo punti verso nessuno: lo indossi. Per questo lo può fare anche chi non avrebbe mai il coraggio di avvicinarsi.

E poi cosa succede

  1. Tocchi il tasto. Uno solo, a tutto schermo. L’app prende luogo e ora, e ha finito.
  2. Descrivi chi hai notato, e come eri tu. A pastiglie, mai scrivendo: colore di cosa indossava, capelli, un dettaglio che non si dimentica.
  3. Se anche l’altra persona vi ha segnalati, l’app confronta la tua descrizione di lei con la sua descrizione di sé. Nessuno conferma niente all’altro: ognuno ha compilato solo la propria metà, all’oscuro.
  4. Vi ricordate a vicenda, e solo allora vi vedete. Se uno dei due sbaglia, non succede niente — e l’altro non lo sa mai.

Cosa non troverai dentro

Perché esiste

Ci notiamo continuamente e non ci parliamo. Avvicinarsi costa un rifiuto pubblico e immediato; mandare un messaggio non costa niente. Quasy chiude quella forbice: rende reciproco un interesse prima che qualcuno debba esporsi.

Non è un’app di incontri con un gesto sopra. È il contrario: è un gesto, e l’app serve solo a chiuderlo.